La santa notte anche per questa volta è salva

Il set up è quasi completo. Quattro tra i migliori tecnici ed esperti in circolazione hanno lavorato fino a tarda notte per completare la messa a punto, ma il lavoro sembra essere completato: la santa notte di quest'anno può portare gli auguri di natale tramite un efficiente veicolo e può illuminarsi la strada con scenografiche torce. Ma veniamo ai fatti di una serata che, almeno nel sua prima parte iniziale, sembrava prendere i connotati di un film  drammatico. La partenza infatti non è stata delle migliori: l'incolumità della delegazione tecnica è stata subito minacciata da alcuni lastroni di ghiaccio acquattati nell'ombra del marciapiede che conduce all'ingresso dell'officina-sala operatoria dove i luminari si apprestavano ad operare. La prima delle difficoltà è stata però brillantemente con qualche coordinato e stilisticamente perfetto passo che avrebbe senz'altro fatto la sua figura sul palco della prima alla Scala. D'altra parte non è certo un po' di ghiaccio che può fermare il progresso tecnologico del Mantova 3. Dopo qualche pacca sulla spalla per festeggiare lo scampato pericolo, raggiunta l'officna-sala operatoria, i tecnici incappano in due ostacoli di quelli che farebbero desistere chiunque: mancava un accendino per accendere le torce e mancava una chiavetta con della musica per provare la nuova radio. Non è difficile immaginare lo sconforto che ha impregnato l'officina-sala operatoria quando i quattro si sono resi conto di questo. Si tenga presente che lo scopo della serata era proprio verificare il funzionamento delle torce e della nuova radio. Lo sconforto è però un sentimento che non fa parte del corredo di nessuno dei presenti. Le numerose competenze scientifico tecnologiche ingombrano per intero lo spazio disponibile, anche quello in cui i comuni mortali mettono lo sconforto. Seguono l'accertamento dell'assoluta necessità di accendino e chiavetta dei drammatici momenti per decidere chi deve tornare a casa a recuperare il materiale mancante. Effettivamente è un lavoro sporco per tecnici di questo spessore, ma qualcuno lo doveva pur fare. Se la missione non fosse stata veramente complicata il Mantova 3 non avrebbe chiamato questi quattro. Nemmeno il tempo di festeggiare l'arrivo di accendino e chiavetta che due tegole si abbattono di nuovo: mancano un imbuto per riempire le torce col gasolio e la radio non funziona. La temperatura, quella dell'umore s'intende, dell'officina-sala operatoria cala di colpo. Nessuno però si perde d'animo. Un sapiente taglio ad una bottiglia di plastica ed alcuni euro di gasolio dispersi a terra fanno dimenticare l'assenza dell'imbuto, mentre un non troppo consapevole taglio qua e la ai fili di alimentazione della radio compiono il miracolo tecnologico. Per le torce il successo è completo, mentre per la radio ancora non ci siamo. Il volume della musica diffusa dai potenti altoparlanti in dotazione al carretto non soddisfa. A questo punto però la serata, ormai è chiaro, da drammatica sta per diventare un successo. Ma il volume? Per il risolvere il problema del volume sono necessari dapprima cinque minuti di sano scaricabarile su chi aveva detto a chi di collegare questo o quel cavo, successivamente si passa a brevissime considerazioni sulla fisico-filosofiche sulla legge di Ohm e sulle resistenze elettriche. Quando la discussione sta per prendere la pericolosissima direzione del senno di poi, del «lo sapevo», del «la radio costava troppo poco per funzionare» e del «quest'anno possiamo fare anche senza» uno dei quattro compie un gesto tecnico di quelli che si possono trovare nei migliori manuali di gesti tecnici. Forse perché stanco per la tarda ora, forse perché annoiato dalla filosofia fisica, forse per entrambi, ecco che con la stessa risolutezza e decisione del migliore degli artificieri che si vedono nei film trancia senza indugi il cavo grigio e il cavo grigio e nero lasciando tutti a bocca aperta. Prima che nessuno abbia il tempo di dire niente che la radio comincia a sparare senza indugio alcuno tutti i suoi watt nelle casse. La santa notte anche per questa volta è salva.

In questa foto potete vedere uno dei concitati momenti della serata trascorsa dai tecnici nell'officina-sala operatoria. Si può facilmente vedere la tensione sui loro volti, ma vista la grossa responbilità che gravava sulle loro spalle come dargli torto?!